| Andy Burnham | |
|---|---|
| Sindaco della Grande Manchester | |
| Durata mandato | 8 maggio 2017 – 19 giugno 2026 |
| Predecessore | Tony Lloyd |
| Successore | Paul Dennett (ad interim) |
| Segretario di Stato per la salute | |
| Durata mandato | 5 giugno 2009 – 11 maggio 2010 |
| Capo del governo | Gordon Brown |
| Predecessore | Alan Johnson |
| Successore | Andrew Lansley |
| Segretario di Stato per la cultura, i media e lo sport | |
| Durata mandato | 24 gennaio 2008 – 5 giugno 2009 |
| Capo del governo | Gordon Brown |
| Predecessore | James Purnell |
| Successore | Ben Bradshaw |
| Parlamentare del Regno Unito | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 18 giugno 2026 |
| Predecessore | Josh Simon |
| Collegio | Makerfield |
| Durata mandato | 7 giugno 2001 – 3 maggio 2017 |
| Predecessore | Lawrence Cunliffe |
| Successore | Jo Platt |
| Collegio | Leigh |
| Dati generali | |
| Prefisso onorifico | The Right Honourable |
| Suffisso onorifico | MP |
| Partito politico | Laburista Co-Op |
| Università | Fitzwilliam College |
Andrew Murray Burnham (Aintree, 7 gennaio 1970) è un politico britannico, ex sindaco della Grande Manchester[1] dal 2017 al 2026 e dallo stesso anno parlamentare alla Camera dei comuni per il Collegio di Makerfield in seguito alle elezioni suppletive del 18 giugno 2026.
Membro del Partito Laburista e Co-Operativo, era già stato membro del Parlamento britannico per il collegio di Leigh dal 2001 al 2017. Durante la carriera parlamentare, ebbe posizioni di governo durante la premiership di Gordon Brown come Segretario di Stato per la salute dal 2009 al 2010, Segretario di Stato per la cultura, i media e lo sport dal 2008 al 2009 e Capo Segretario al Tesoro dal 2007 al 2008. Burnham è generalmente associato alla "sinistra moderata" del Partito Laburista e si identifica politicamente come socialista.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato ad Aintree, un quartiere di Liverpool, e cresciuto a Culcheth, nel Cheshire, frequentò la St Aelred's Catholic High School ed entrò nel Partito Laburista a 15 anni. Studiò al Fitzwilliam College e lavorò in seguito come ricercatore per Tessa Jowell come assistente parlamentare per la NHS Confederation e come amministratore della Football Task Force. Dal 1998 al 2001 fu consigliere speciale del Segretario di Stato per la cultura, i media e lo sport Chris Smith. Alle elezioni generali del 2001 fu eletto alla Camera dei comuni nel collegio di Leigh, nella Grande Manchester.
Burnham fu segretario parlamentare dal 2003 al 2005; fu promosso dal Primo ministro Tony Blair nel suo governo dopo le elezioni del 2005 come sottosegretario per la casa. Nel 2006 Burnham divenne ministro della salute, e fu promosso dal Primo ministro Gordon Brown a Capo segretario al Tesoro, carica che detenne fino al 2008, quando divenne Segretario di Stato per la cultura, i media e lo sport. Nel 2009 divenne Segretario alla salute. In tale ruolo gestì la pandemia di influenza suina e si oppose alla privatizzazione del National Health Service. Dopo le elezioni del 2010, che portarono ad un Parlamento senza maggioranza, Burnham fu candidato alla carica di leader del Partito Laburista che furono vinte da Ed Miliband,[2] arrivando quarto su cinque candidati. Burnham divenne Segretario di Stato ombra alla salute fino alla fine del 2010, quando fu nominato Segretario di Stato ombra per l'istruzione, ruolo che detenne per circa un anno, quando tornò a quello di Segretario ombra alla salute.
Dopo le elezioni del 2015 Burnham si ricandidò per la leadership dei laburisti, finendo al secondo posto molto distaccato da Jeremy Corbyn, e in seguito accettò il ruolo di Segretario ombra alla casa. Dopo essere stato candidato a sindaco della Grande Manchester, si dimise da Segretario ombra nel 2016 e da deputato prima delle elezioni del 2017; vinse in seguito le elezioni locali per divenire sindaco, e venne rieletto nel maggio 2021 e nuovamente nel 2024, due mesi prima della vittoria laburista alle elezioni generali.[3] Nel febbraio 2026 Andy Burnham si propose per la candidatura alle elezioni suppletive nel collegio di Gorton and Denton, ma la sua candidatura fu bloccata dal Comitato Esecutivo Nazionale laburista; l'elezione supplettiva fu alla fine vinta da Hannah Spencer dei Verdi, che Burnham aveva in precedenza battuto alle elezioni locali del 2024.[4] Le sue ambizioni politiche sono spesso state oggetto di dibattito nazionale, in particolare riguardo alla sua potenziale terza candidatura alla leadership dei laburisti in opposizione al Primo ministro Keir Starmer, politicamente in difficoltà dal maggio 2026.[5][6][7] Il 14 maggio Burnham ha annunciato la propria intenzione a candidarsi alle elezioni suppletive nel collegio di Makerfield previste per giugno 2026, ed il Comitato Esecutivo Nazionale laburista ha approvato la candidatura.[8][9] Burnham è stato eletto con il 55% dei voti. [10]
In seguito all'elezione alla Camera dei Comuni, il 19 giugno 2026 Burnham è automaticamente decaduto dalla carica di Sindaco, in quanto la legge prevede l'incompatibilità tra questo ruolo e quello di parlamentare. [11][12]
Come sindaco della Grande Manchester, Burnham ha implementato riforme del trasporto pubblico, riportando gli autobus sotto il controllo locale, e creando, insieme ai tram, un sistema di trasporto integrato nello stile di Londra, chiamato Bee Network. Per il suo ruolo attivo nel sostenere i lavoratori delle comunità dell'Inghilterra settentrionale in occasione della pandemia di Covid-19, fu etichettato "Re del Nord" da molti media e dagli abitanti locali, anche fuori dalla Grande Manchester.[13][14][15][16]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Labour's Metro Mayors, su labour.org.uk, Partito Laburista. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Ed Miliband is elected leader of the Labour Party, BBC News, 25 settembre 2010. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2010).
- ↑ (EN) Joshua Nevett, Andy Burnham's bid to return as MP blocked by Labour's ruling body, su bbc.co.uk, BBC News, 25 gennaio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Joshua Nevett, Andy Burnham's bid to return as MP blocked by Labour's ruling body, su bbc.co.uk, BBC News, 25 gennaio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) @paulusthewoodgnome.bsky.social on Bluesky, su bsky.app.
- ↑ (EN) Noah Keate, Greens snatch Labour seat in blow for UK's Starmer, Politico Europe, 27 febbraio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Gorton and Denton result live: Hannah Spencer wins by-election for Greens as Starmer's Labour plunged into crisis, The Independent. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2026).
- ↑ (EN) Andy Burnham Launches Bid To Return To Parliament, su politicshome.com, Politics Home, 14 maggio 2026. URL consultato il 18 maggio 2026.
- ↑ (EN) Labour’s NEC approves Burnham’s byelection pathway back to parliament, su theguardian.com, The Guardian, 15 maggio 2026. URL consultato il 18 maggio 2026.
- ↑ Sky TG24, Burnham vince suppletive a Makerfield. Starmer: non mi faccio da parte, su tg24.sky.it, 19 giugno 2026. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ (EN) Greater Manchester Combined Authority, Vacancy in the Office of the Greater Manchester Combined Authority Mayor, su Greater Manchester Combined Authority. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ (EN) Mark Sandford, Andy Burnham and Makerfield: Can a mayor be an MP?, 18 giugno 2026. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ (EN) Iain Martin, Andy Burnham: Is the 'king of the north' unprincipled or the real deal?, in The Times, ISSN 0140-0460. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2020).
- ↑ (EN) Tony Diver e Catherine Neilan, Manchester moved to Tier 3 as Andy Burnham warns country will fracture, in The Telegraph, 20 ottobre 2020, ISSN 0307-1235. URL consultato il 20 ottobre 2020 (archiviato il 2 novembre 2020).
- ↑ (EN) How did Andy Burnham reinvent himself as king of the north?, in The Independent, 10 ottobre 2020. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2020).
- ↑ (EN) Coronavirus: Andy Burnham is the 'King of the North' – a crown the PM believed he'd won, su news.sky.com, Sky News. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2020).
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Andy Burnham
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su andyburnham.org.uk.
- (EN) Andy Burnham, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Andy Burnham, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- (EN) Andy Burnham, su IMDb, IMDb.com.
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